OCCHIO E STRESS: LA CORIORETINOPATIA SIEROSA CENTRALE


La corioretinopatia sierosa centrale (CRSC) è un disordine della retina che colpisce principalmente la macula (la piccola area al centro della retina). Questo disturbo è associato ad un sollevamento (distacco) della macula (il centro della retina) secondario alla diffusione di liquido proveniente dalla circolazione al di sotto di essa (circolazione della coroide). Questa diffusione di liquido avviene attraverso un difetto a livello dell'epitelio pigmentato retinico che si trova tra la retina e la coroide. L'epitelio pigmentato retinico serve appunto a prevenire il passaggio retrogrado di fluido dalla circolazione della coroide alla retina. Nella sierosa centrale l'epitelio pigmentato non riesce a trattenere il fluido che diffonde sotto la retina producendo un sollevamento della macula che è causa della distorsione degli oggetti che vediamo.

I SINTOMI

Il paziente riferisce la presenza di una macchia scura o grigia al centro del campo visivo (più raramente in aree periferiche), la sensazione di “vedere come attraverso l’acqua”, micropsia (percezione degli oggetti più piccoli rispetto all’occhio sano), discromatopsia del rosso (percezione dei colori caldi più sbiaditi rispetto all’occhio sano).

CAUSE

La corioretinopatia sierosa centrale colpisce più frequentemente (85-90%) i maschi di età compresa tra i 25 e i 45 anni. I pazienti affetti da questa patologia sono solitamente pazienti con una personalità molto energica, dinamica, spesso sotto stress Si può trattare di un disordine "idiopatico" o più frequentemente è scatenato da uno stato di stress psicofisico (lutto, separazione, mobbing sul lavoro)., assunzione prolungata di cortisonici e/o antistaminici (per bocca o in spray nasali).

DECORSO CLINICO

La malattia tende a regredire spontaneamente ma il trattamento farmacologico si è rivelato in molti studi essere efficace nel velocizzare il processo di guarigione preservando le strutture retiniche dal deterioramento e consentendo un miglior recupero qualitativo della vista. La terapia medica prevede l’assunzione di acetazolamide compresse secondo prescrizione dell’oculista di fiducia, e l’instillazione di un collirio a base di FANS. Nei casi in cui la malattia non regredisca spontaneamente o farmacologicamente e si cronicizzi (6-8 mesi) è possibile eseguire un trattamento fotocoagulativo con il laser (ARGON LASER)se è visibile il punto da cui fuoriesce il liquido e se questo è sufficientemente lontano dal centro della retina. Recentemente si è proposto di trattare la corioretinopatia sierosa centrale con la terapia fotodinamica soprattutto nei casi in cui non è possibile eseguire il trattamento fotocoagulativo laser tradizionale, tal tecnica si chiama “LIGHT-PDT”.

PROGNOSI

La prognosi per il recupero visivo è generalmente buona. Di solito i punti di diffusione si chiudono spontaneamente e il distacco si risolve in un periodo di settimane o mesi. La maggior parte dei pazienti (più del 90%) manterrà una acuità visiva pari a 8-9/10, sebbene alcuni pazienti possano comunque notare qualche lieve diminuzione della sensibilità al contrasto, lieve distorsione o difficoltà nella visione notturna. Solitamente la malattia è bilaterale. Le riprese di malattia riportate sono intorno al 25-30% e possono manifestarsi settimane, mesi o anche anni più tardi. Sarà opportuno sottoporsi a controlli periodici la cui frequenza sarà a discrezione dell’oculista in quanto ogni distacco predispone ad un ulteriore rischio per l'integrità dell'epitelio pigmentato retinico e della retina stessa. Alcuni pazienti possono sviluppare una progressiva atrofia dell'epitelio pigmentato con perdita della funzione visiva.