CHERATOCONO: QUANDO LA CORNEA PERDE LA SUA NORMALE CURVATURA



IL CHERATOCONO è una malattia non infiammatoria caratterizzata da uno sfiancamento ed assottigliamento progressivo del tessuto corneale che fa perdere alla cornea la sua caratteristica forma di calotta sferica per farle assumere la forma conica.
Non è presente alla nascita, ma si rende manifesto solitamente tra 17 e 20 anni tende a progredire sino a stabilizzarsi frequentemente intorno ai 40 anni.
L’evoluzione della malattia non è, tuttavia, prevedibile e, a varianti che presentano un esordio più tardivo, si contrappongono forme cronicamente ingravescenti.
In genere si presenta bilateralmente sebbene l’evoluzione della malattia nei due occhi sia asincrona (evolve in tempi diversi).
La causa non è ancora nota, ma si è concordi sul fatto che, tale malattia, abbia una genesi multifattoriale di cui si ipotizza l’azione di fattori genetici, traumatici, ambientali e biochimici.
La componente genetica è avvalorata da numerose evidenze cliniche e di laboratorio quali: una maggiore incidenza in gemelli monozigoti rispetto a quelli dizigoti ed un’ elevata incidenza della malattia tra i familiari di individui.
Tra i fattori traumatici sono da considerare quelli dovuti all’ “eye rubbing ( strofinarsi gli occhi)”, frequente nei soggetti affetti da congiuntivite allergica o congiuntiviti croniche da abuso di lenti a contatto ecc.
Tali condizioni causano una morte delle cellule epiteliali che rilasciano sostanze in grado di indebolire la cornea.

CROSS-LINKING

Rafforzare la cornea quando si è colpiti da cheratocono



Cos’è?

Il cross-linking è una terapia impiegata per trattare il cheratocono, malattia oculare caratterizzata da un indebolimento della cornea.
Essendo meno resistente, la superficie trasparente dell’occhio che sta davanti all'iride tende, infatti, a sfiancarsi e ad assottigliarsi, assumendo una caratteristica forma a cono (distrofia corneale detta ectasia).

In cosa consiste?

Si rafforza la cornea creando nuovi legami tra le fibre collagene che la costituiscono; così aumenta la sua resistenza meccanica.
Questo avviene grazie all’azione di una vitamina, la riboflavina (vitamina B2) che, sottoposta all’azione dei raggi ultravioletti, rende più rigida la cornea stessa.

Chi si può sottoporre a questa tecnica?

Questa tecnica è destinata a pazienti giovani colpiti recentemente dalla malattia (cheratocono in stadio non avanzato ma generalmente in progressione).
Per sottoporsi al trattamento, tuttavia, la cornea deve avere delle caratteristiche specifiche (spessore adeguato, opacità di un certo tipo, ecc.).
I limiti di età non sono rigidi, poiché sarà l’oculista a dover valutare il singolo caso.
La patologia è spesso progressiva, ma tende a stabilizzarsi dopo i 40-50 anni.
Tuttavia, secondo uno studio effettuato per quattro anni su 400 occhi, i risultati migliori sono stati ottenuti nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 39 anni*.

Quali sono i vantaggi del cross-linking?

Diversamente dal laser, che rimodella la superficie corneale, il cross-linking rende la cornea più robusta (in particolare lo strato detto stroma) e ha come obiettivo il rallentamento o il blocco transitorio della progressione della patologia.
Si hanno anche dei miglioramenti refrattivi limitati alla migliore tolleranza delle lenti a contatto ed una migliore qualità della visone con le proprie lenti.

Che tecniche esistono?

Attualmente si effettuano due procedure differenti:

1) tecnica epi-off: trattamento tradizionale con cui viene inizialmente rimosso l'epitelio corneale prima dell'irradiazione della riboflavina con raggi ultravioletti (UV) ;
2) tecnica epi-on: l'irradiazione avviene senza l'asportazione dell'epitelio corneale; tale tecnica risulta, quindi, più idonea per pazienti con spessore corneale (pachimetria) inferiore a 430 micron, che non si potrebbero sottoporre alla precedente procedura classica.

Quali sono gli effetti collaterali?

Gli effetti collaterali sono, in generale, molto pochi e sono legati alla procedura.
Nel cross-linking epi-off l'asportazione dell'epitelio corneale può aumentare il rischio di infezioni (l’epitelio è la prima barriera esterna dell'occhio) e creare, quindi, più disagi dopo l'operazione, quando viene applicata una lente a contatto protettiva.
Tale tecnica è in uso dal 2004 e fino ad oggi non si sono accertati rilevanti effetti collaterali nei pazienti sottoposti a terapia secondo il protocollo.
Però è fondamentale che l’intervento venga eseguito da mani esperte e in ambiente sterile.
Con la tecnica epi-on, invece, i fastidi saranno di tipo irritativo dovuti al fatto che la fiala, per penetrare all’interno dell’ epitelio integro, è arricchita di un enzima che irrita transitoriamente le congiuntive; tuttavia si otterrà una minore penetrazione della riboflavina nella cornea (a livello dello stroma) e, quindi, il risultato potrebbe essere meno soddisfacente.

Come avviene l’intervento?

Si esegue in anestesia topica (collirio anestetico), si effettua l’asportazione del primo strato della cornea (epi-off) oppure non si effettua l'asportazione dell'epitelio (epi-on), si irriga la cornea con la riboflavina (sostanza fotosensibile che viene somministrata sotto forma di un collirio denso a bassa temperatura) e si irradia la cornea in modo mirato con un fascio di raggi ultravioletti.
La procedura dura mediamente trenta minuti circa.
Alla fine dell’intervento si applica una lente a contatto morbida solamente se è stato rimosso l'epitelio corneale o se in caso di tecnica epi-on l’epitelio si sfaldasse ugualmente.

Quanto dura l’effetto del trattamento?

La tecnica ha una durata soggettiva e può essere ripetuta.
Essendo tuttavia una tecnica relativamente recente, per maggiori informazioni bisognerà attendere ulteriori studi condotti per periodi ancora più lunghi.

LA TECNOLOGIA AVANZA: LA IONTOFORESI


La iontoforesi è una avanzatissima metodica non invasiva asscoiabile al crosslinking corneale, utile per facilitare l’assorbimento facilitare l’assorbimento della riboflavina all’interno della cornea.
Utilizzo questa tecnica per migliorare i tempi di esecuzione e l’efficacia della tecnica cross-linking epi-on.
La iontoforesi si avvale di deboli correnti continue per veicolare efficacemente e rapidamente le molecole medicamentose all’interno del bulbo oculare.

Vantaggi della procedura di iontoforesi

• Drastica riduzione nei tempi di imbibizione (da 30 minuti a 5 minuti)
• Tecnica EPI-ON
• Concentrazione di riboflavina nello stroma più elevata rispetto all’imbibizione EPI-ON standard, più omogenea e riproducibile rispetto alla tecnica EPI-OFF
• Incremento nella compliance del paziente
• Emettitore UV-A (10 mW /cm2): 9 minuti di irradiazione
• Tempo totale di trattamento: 14 minuti

I dati preclinici hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza della nuova tecnica combinata imbibizione con IONTOFORESI + IRRAGGIAMENTO UV-A a 10 mW, sia attraverso prove di biomeccanica corneale, sia attraverso prove immunologiche ed immunoistochimiche corneali che hanno evidenziato la sicurezza per endotelio e fibre nervose, e che l’incremento delle fibre collagene è pari alla tecnica standard (epi-off).


Tratto da SOI e da Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità